La costa delle sirene

Foto storiche della Costa delle sirene, la Costiera Amalfitana dell'Ottocento, tratte dal libro di Vincenzo Proto. Chi erano queste persone? Certe domande non hanno risposta. Solo silenzio.

MEMORY

Antonio Pappalardo

10/18/20252 min leggere

Pescatori al lavoro sulla Costiera Amalfitana nell'Ottocento, fotografia storica tratta dal libro La
Pescatori al lavoro sulla Costiera Amalfitana nell'Ottocento, fotografia storica tratta dal libro La

Chissà chi erano

Me lo chiedo spesso, guardando queste fotografie.

Chissà chi erano. Chissà come si chiamavano, dove andavano quella mattina, se sapevano che qualcuno li avrebbe guardati un secolo dopo. Probabilmente no. Probabilmente stavano solo vivendo — tirando le reti, portando i cesti, stendendo la pasta al sole davanti alla fabbrica, remando verso riva con Amalfi alle spalle.

Eppure eccoli qui.

Ho trovato in casa La Costa delle Sirene, un libro di Vincenzo Proto degli anni Sessanta che raccoglie immagini della Costiera Amalfitana risalenti alla metà dell'Ottocento. Fotografie vere, in bianco e nero, con la grana del tempo impressa su ogni frame. Non cartoline — testimonianze. Momenti che qualcuno ha avuto la cura di fermare, e che Proto ha avuto la cura di raccogliere prima che andassero perduti.

Ho dato vita ad alcune di quelle foto, lasciando che l'intelligenza artificiale ne risvegliasse il respiro, come un soffio antico tornato alla luce dal silenzio del tempo. Le puoi vedere qui.

Io abito ad Amalfi. Cammino ogni giorno per gli stessi vicoli dove queste persone hanno vissuto. Passo sotto gli stessi archi, guardo lo stesso mare, sento lo stesso odore di sale che il vento porta dalla stessa direzione. Eppure tra me e loro c'è un abisso di tempo che nessuna fotografia può davvero colmare.

O forse sì.

C'è qualcosa di strano che succede quando guardi una foto storica del posto dove vivi. Non è nostalgia — non puoi essere nostalgico di qualcosa che non hai vissuto. È qualcosa di più sottile. È la sensazione di essere parte di una storia più lunga di te, di essere un anello in una catena che comincia molto prima e continua molto dopo. Quella donna con il cesto in testa stava camminando sulle stesse pietre su cui cammino io stamattina. Quei pescatori tiravano le reti nello stesso mare che vedo dalla finestra.

Loro non sapevano di noi. Noi sappiamo di loro — e questo ci dà una responsabilità strana, quasi silenziosa. Quella di non sprecare il posto che ci è stato consegnato. Quella di viverlo davvero, non solo abitarlo.

Giusy vende ceramiche ad Amalfi. Ceramiche fatte con le stesse tecniche che gli artigiani di questa costa hanno tramandato per secoli, passandole di mano in mano come si passa qualcosa di prezioso. Quando le guardo, penso a quante mani le hanno precedute. A quante storie sono custodite in un oggetto che sembra semplice.

Forse è per questo che faccio fotografie. Non per fermare il tempo — il tempo non si ferma. Ma per aggiungere un frame a questa storia lunghissima. Per dire: anche noi eravamo qui. Anche noi guardavamo questo mare. Anche noi cercavamo di capire cosa significa abitare un posto così.

Chissà chi eravamo, un giorno qualcuno si chiederà.