Quando la memoria prende vita

Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana mi ha chiesto di animare con l'AI una fotografia dell'alluvione di Amalfi del 1910. È finita proiettata nel Duomo.

Antonio Pappalardo

12/1/20251 min leggere

Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana mi ha contattato. Avevano visto sui social le animazioni AI che avevo fatto sulle fotografie storiche della Costiera — quelle tratte da La Costa delle Sirene di Vincenzo Proto — e mi hanno chiesto di fare qualcosa di simile per una conferenza nel Duomo di Amalfi. Un'alluvione. Il 1910. Una fotografia che aspettava da più di un secolo.

Ho letto le testimonianze dei giornali dell'epoca — le parole di chi c'era, di chi aveva visto, di chi aveva perso qualcosa. E poi ho fatto quello che so fare: ho lasciato che l'intelligenza artificiale risvegliasse quella fotografia, restituendole un respiro, un movimento, un frammento di vita.

Ieri sera ero seduto tra il pubblico, e a un certo punto su quello schermo è apparsa la mia animazione, puoi vederla qui.

C'è qualcosa di strano e bellissimo nel vedere un'immagine di cent'anni fa proiettata tra le colonne di una cattedrale. Come se il tempo si piegasse su se stesso, come se quei volti e quelle macerie cercassero ancora qualcuno disposto ad ascoltarli.

Questo è il lavoro che fa il Centro di Cultura e Storia Amalfitana — custodire i frammenti prima che vadano perduti, tenere vive le voci che il tempo tende a silenziare. Senza quel lavoro paziente e invisibile, certe storie smetterebbero semplicemente di esistere.

Io ho fatto solo una piccola cosa. Ma essere parte di quella catena, anche solo per un momento, è stata una bella sensazione.